La fine delle banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale

La fine delle banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale - Jonathan McMillan | Jonathanterrington.com

...dizioni di necessità, infatti, ha origini molto antiche ... La fine delle banche: Il denaro, il credito e la ... ... .Già Sumeri e Babilonesi, alcuni millenni prima della nascita di Cristo ... La rivoluzione digitale, poi, ha complicato tutto, rendendo le transazioni bancarie più complesse, i flussi di denaro meno trasparenti, i prodotti finanziari sempre più aleatori. Difficilmente, quindi, un settore così esposto e deregolamentato potrà sopravvivere a lungo. Le banche centrali e le moderne banche a denaro fiat s ... La fine delle banche. Il denaro, il credito e la ... ... . Le banche centrali e le moderne banche a denaro fiat sono semplicemente una macchia sul sistema capitalista. Affinché il capitalismo operi agevolmente devono, in ultima analisi, essere rimosse. Credo che la logica di fondo del capitalismo funzionerà in questa direzione. Nella sesta puntata di "Lezioni di economia", vediamo come le banche siano l'intermediario finanziario più tradizionale e diffuso. Esse sono imprese che svolgono il delicato compito di collegamento tra chi ha risorse risparmiate da investire e chi ha bisogno di finanziamenti per sostenere le proprie spese, siano esse famiglie o imprese, sia a scopo di consumo che di investimento. Una banca (detta anche istituto di credito) è un istituto pubblico o privato che esercita congiuntamente l'attività di raccolta del risparmio tra il pubblico e di esercizio del credito (attività bancaria) verso i propri clienti (imprese e privati cittadini); costituisce raccolta del risparmio l'acquisizione di fondi con obbligo di rimborso. La banca svolge pertanto un'attività di ... La rivoluzione del denaro, tutto passa in un chip 18 Dicembre 2017

Filippo Santelli I notai che lanciano la loro blockchain, un archivio decentrato ispirato a quello che anima i bitcoin. Il digitale non è più un'opzione, ma una necessità per la sostenibilità del business nel medio-lungo periodo. Il digitale pone al centro il cliente e la relazione con la banca è spesso diretta da quest'ultimo. Il digitale è un elemento concettuale della pianificazione strategica e non più uno strumento. Dalla garanzia dello Stato per la passività delle banche italiane fino a un valore nominale di 19 miliardi alla proroga della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti. Dal finanziamento per le scuole paritarie al bonus per gli autonomi, dalla regolarizzazione dei braccianti agricoli, colf e badanti agli interventi per i ristori a fondo perduto […]...

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Jonathan McMillan
DIMENSIONE
12,60 MB
NOME DEL FILE
La fine delle banche. Il denaro, il credito e la rivoluzione digitale.pdf

DESCRIZIONE

E possibile immaginare un futuro senza banche? E realistico ipotizzare un sistema finanziario indipendente dall'attività bancaria? E, soprattutto, è possibile scongiurare una nuova crisi come quella che nel 2007-2008 ha trascinato l'economia mondiale in una delle più gravi e a tratti perduranti fasi recessive della storia, con costi sociali altissimi che i governi, in particolare quelli dei paesi occidentali, da un decennio stentano a fronteggiare? Jonathan McMillan, nom de plume dietro il quale si celano due esperti del settore - un accademico e un investment banker -, sembra non avere dubbi. Il nostro sistema bancario, sostiene McMillan, è fondamentalmente instabile, soggetto a ogni genere di speculazione finanziaria e, come hanno dimostrato i tanti fallimenti di importanti istituti di credito, capace di sottrarsi alla vigilanza dei vari organi di controllo e alle valutazioni delle agenzie di rating. La rivoluzione digitale, poi, ha complicato tutto, rendendo le transazioni bancarie più complesse, i flussi di denaro meno trasparenti, i prodotti finanziari sempre più aleatori. Difficilmente, quindi, un settore così esposto e deregolamentato potrà sopravvivere a lungo. Tuttavia, secondo McMillan è proprio questa la buona notizia, perché l'inevitabile fine delle banche così come le abbiamo conosciute negli ultimi trent'anni suggellerà l'inizio di un sistema finanziario moderno, sicuro e funzionale. Affinché questo veda la luce sono sufficienti alcune regole e innovazioni molto semplici, che vanno dalla ridefinizione del ruolo del settore pubblico e delle banche centrali a nuovi criteri nell'erogazione del credito - come l'adozione di piattaforme peer-to-peer per l'allocazione dei prestiti -, dall'introduzione di norme finalizzate a scoraggiare le speculazioni finanziarie alla sempre maggiore diffusione della moneta elettronica, dal reddito incondizionato o «di base» per assicurare la stabilità dei prezzi a una cornice legale che garantisca un monitoraggio continuo e sicuro dell'attività creditizia. L'obiettivo, sostiene McMillan, è la disintermediazione bancaria, cioè la possibilità per famiglie e imprese di accedere al credito in forme nuove, creative e funzionali, spezzando quel legame tra credito e creazione di moneta che costituisce oggi una delle principali criticità del sistema bancario. La fine delle banche offre dunque un ventaglio di soluzioni innovative, non convenzionali, forse addirittura rivoluzionarie. Secondo alcuni critici, assolutamente irrealistiche e impraticabili. Ma perché attendere la prossima crisi finanziaria per metterle in atto? Forse, allora, potrebbe essere troppo tardi.

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