Il mio cuore bianconero

Il mio cuore bianconero - Adele Grisendi | Jonathanterrington.com

...mio cuore è bianconero". Adele Grisendi è nata a Montecchio Emilia (Reggio Emilia) nel 1947 ... Il mio cuore bianconero - Adele Grisendi - Libro ... ... . Per anni è stata una dirigente della Cgil. Da allora la passione per la Juve di Adele Grisendi, autrice de 'Il mio cuore bianconero' - il libro edito da Rizzoli e in edicola dal 30 aprile - è rimasta intatta. Anche se l'adolescenza, le scelte di vita, il lavoro e gli interessi hanno prevalso. Ma il tornado di Calciopoli ha risvegliato l'antico amore. Se il mio cuore di tifosa è da sempre bianconero lo devo a quel gigante biondo e al funamb ... Il mio cuore bianconero - Adele Grisendi - Libro ... ... . Se il mio cuore di tifosa è da sempre bianconero lo devo a quel gigante biondo e al funambolo con i polpacci nudi. Furono loro a colpire la mia fantasia di bambina, facendo scoccare la scintilla accesa ancora oggi. Sono passati tanti anni da quel 1957 e ho ormai compiuto un lungo tratto della mia esistenza. Se il mio cuore di tifosa è da sempre bianconero lo devo a quel gigante biondo e al funambolo con i polpacci nudi. Furono loro a colpire la mia fantasia di bambina, facendo scoccare la scintilla accesa ancora oggi. Sono passati tanti anni da quel 1957 e ho ormai compiuto un lungo tratto della mia esistenza. Il mio cuore bianconero è un libro di Grisendi Adele pubblicato da Rizzoli nella collana Saggi italiani, con argomento Juventus (società) - sconto 5% - ISBN: 9788817142106 Acquista l'eBook Il mio cuore bianconero di Adele Grisendi in offerta, scaricalo in formato epub o pdf su La Feltrinelli. Da allora la passione per la Juve di Adele Grisendi, autrice de 'Il mio cuore bianconero' - il libro edito da Rizzoli e in edicola dal 30 aprile - è rimasta intatta. Se il mio cuore di tifosa è da sempre bianconero lo devo a quel gigante biondo e al funambolo con i polpacci nudi. Furono loro a colpire la mia fantasia di bambina, facendo scoccare la scintilla accesa ancora oggi. Sono passati tanti anni da quel 1957 e ho ormai compiuto un lungo tratto della mia esistenza. Se il mio cuore di tifosa è da sempre bianconero lo devo a quel gigante biondo e al funambolo con i polpacci nudi. Furono loro a colpire la mia fantasia di bambina, facendo scoccare la scintilla accesa ancora oggi. Sono passati tanti anni da quel 1957 e ho ormai compiuto un lungo tratto della mia esistenza. ROBERTO DINAMITE: Il mio cuore è bianconero. di REMO GANDOLFI "Abbiamo smesso di gioire e abbiamo smesso di sperare. Andare a vedere il nostro adorato "Gigante da colina" non ha più lo stesso sapore. Che sia nel nostro piccolo e accogliente Sao Januario o che sia nel mitico Maracanà. Il cuore bianconero "A prescindere da quelle che saranno le prossime tappe della mia vita, professionale e non, sarebbe inutile e scorretto nascondere che il mio cuore e il mio dna hanno e avranno ... Il mio cuore bianconero non è la storia della Ju-ventus, non avrei neppure i mezzi per scriverla. Il mio è il racconto di una passione nata da bambi-na, guardando la televisione acquistata nel lontano 1956 dal vecchio nonno paterno, Umberto detto Berto. A Montecchio Emilia, il paese del reggia-no nel quale abitavamo, la mia fu la prima famiglia Il mio idolo nella storia della Juventus 2018/2019 🤩🤩🤩😍😍😍😉 37 scudetto consecutivo Bellissimo goal di testa di Cr7 😍😍😍 Partita terminata Ajax - Juventus 1- 1 finita con il pareggio grande partita anche se è stato un po difficile per i nostri ragazzi che comunque sia hanno fatto una buona prestazione bella partita Juventus nel cuore ,😊🤩🤩🤩😍😍😍 Il mio cuore è bianconero . Palestre nelle vicinanze. Fan di juventus C.so Galileo Ferraris 32, 10128 Torino, San Ambrogio di T...

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Adele Grisendi
DIMENSIONE
10,23 MB
NOME DEL FILE
Il mio cuore bianconero.pdf

DESCRIZIONE

"Può una bambina innamorarsi di una squadra di calcio? E accaduto a me quando il mio nonno paterno fece entrare nella nostra casa di contadini emiliani un apparecchio televisivo. Fu allora che vidi per la prima volta una partita di pallone. Ad attrarmi furono i giocatori con la maglia a righe bianche e nere che spiccava sullo schermo. E mi piaceva il nome della loro squadra: Juventus, gioventù. Nell'autunno del 1957, una coppia di calciatori trasformò la curiosità in passione. Uno era un gigante biondo, alto, grande e grosso: John Charles, un inglese del Galles. L'altro era piccoletto, i capelli ispidi e neri, un monello di un'agilità che stordiva gli avversari. Un maghetto poco più che ventenne, con i calzettoni sempre abbassati alle caviglie: Omar Sivori. Veniva da un Paese lontano, l'Argentina, nato da genitori italiani emigrati come tanti in cerca di fortuna. Se il mio cuore di tifosa è da sempre bianconero lo devo a quel gigante biondo e al funambolo con i polpacci nudi. Furono loro a colpire la mia fantasia di bambina, facendo scoccare la scintilla accesa ancora oggi. Sono passati tanti anni da quel 1957 e ho ormai compiuto un lungo tratto della mia esistenza. Ho avuto anch'io alti e bassi, ho vinto e ho perso nel gioco della vita. A tratti sono stati interessi diversi a prevalere, ma non è mai svanita la passione di me bambina per la maglia a righe bianche e nere. Passione tornata prepotente dopo la sventura occorsa nel 2006 alla Juventus: Calciopoli. Dopo l'inferno della serie B, della Juve non ho più perso una partita e l'ho seguita nel percorso per tornare grande. Grazie alle tv a pagamento, ho allargato il mio interesse alla Premier inglese. Così come ascolto interviste e programmi sportivi, e leggo con avidità cronache e commenti di veri o presunti intenditori. Ho scritto libri, però mai avrei pensato di scriverne uno con la Juventus protagonista. Poi ho deciso di raccontarla per come l'ho vista nell'ultimo decennio. Durante i primi tre anni faticosi e dopo, quando ci ha fatto vivere la lunga stagione delle vittorie esaltanti e di alcune cadute dolorose. Antonio Conte e Massimiliano Allegri sono stati i condottieri sul campo, facendoci gioire e imprecare. Però il vero numero uno è stata la società. Guidata da Andrea Agnelli non è più soltanto una società di calcio, bensì un'impresa dell'intrattenimento sportivo. Al momento, senza eguali in Italia." (L'autrice)

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