Economia dell'odio

Economia dell'odio - Alain Deneault | Jonathanterrington.com

...gruppi di persone è un sentimento sottoposto di frequente a sfruttamento politico, Edward Glaeser ha approfondito le dinamiche di questo fenomeno nel saggio THE POLITICAL ECONOMY OF HATRED ... Economia dell'odio | Alain Deneault | sconto 5% ... . L'economia dell'odio coltiva il silenzio e il buio e, là dove riesce, per Deneault, a imporre la sua legge, allora censura psichica, autodafè legalizzato e ottundimento attraverso l'abbondanza sono d'obbligo. Riportare alla luce ciò che essa rimuove è il compito del pensiero critico, ... Prima pagina Scontro di inciviltà: ecco la politica dell'odio Insulti, violenze, minacce. E intolleranza ... Economia dell'odio - Alain Deneault - Neri Pozza - Libro ... ... . Riportare alla luce ciò che essa rimuove è il compito del pensiero critico, ... Prima pagina Scontro di inciviltà: ecco la politica dell'odio Insulti, violenze, minacce. E intolleranza verso le idee dell'avversario. Che diventa un nemico da distruggere. Le parole dell'odio Atlante (2018) «Anche nell' odio le parole non sono tutto, ma anche l' odio non sa fare a meno delle parole» (Tullio De Mauro, Le parole per ferire, 2016) È un fenomeno talmente diffuso che sempre di più si sente l'esigenza di definirlo, monitorarlo e di cerca ... La cultura dell'odio di Duccio Facchini — 7 Gennaio 2016 Il linguaggio dei media si nutre di "bersagli" e alimenta reazioni violente nei confronti di determinate categorie, in primis gli immigrati e i rom. Tra "hate speech" e comunicazione di massa, l'analisi del sociologo Marcello Maneri Sono le idee affascinanti di una saggista franco-canadese, Alain Deneault che ha scritto un bel libro, L'economia dell'odio. Scendiamo nell'analisi un po' più in basso. Economia Politica Esteri Sport Motori Magazine Moda Salute Itinerari Tech Meteo ......

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Alain Deneault
DIMENSIONE
11,69 MB
NOME DEL FILE
Economia dell'odio.pdf

DESCRIZIONE

I saggi che seguono ruotano tutti attorno alla questione della censura nella nostra epoca, e muovono tutti dalla constatazione che sono lontani i tempi in cui la censura era fatta di inganni semplici, come la contraffazione dei dati, le false competenze o l'alterazione delle narrazioni. Viviamo pienamente, per Alain Deneault, nel mondo del famoso aforisma di Guy Debord, il mondo realmente rovesciato in cui «il vero è un momento del falso». I nuovi censori hanno perciò sviluppato delle tecniche complesse e sofisticate di propaganda, di marketing e di comunicazione. La censura è diventata una sottile arte della finzione. Un'arte del discorso capace di far prevalere i target di crescita sulla catastrofe ecologica che pure è sotto gli occhi di tutti, o di fare in modo che i nostri spazi onirici siano talmente pieni di auto di lusso e di slogan pubblicitari che ce li ritroviamo in bocca di continuo attraverso lapsus verbali sempre più frequenti. La censura è diventata qualcosa di intimo, qualcosa che è penetrata nella sfera del preconscio di ognuno di noi. Al punto tale che quest'arte della finzione ha generato la rimozione più grande: la rimozione dell'odio da parte dell'economia. Nei consuntivi contabili destinati ai pochi privilegiati dell'economia mondiale figurano, è noto, anche l'espropriazione delle terre, dei pesci, dei diritti e dell'onore di popolazioni intere, il sostegno alle dittature, la fornitura di armi ai signori della guerra. Queste attività, tuttavia, non sono mai iscritte nella categoria dell'odio. L'odio è rimosso. Le colonne di cifre sostituiscono quelle dei carri armati. La guerra brutta e cattiva è relegata ai libri di storia: esiste solo quella tecnologica e asettica fatta coi droni. Il linguaggio pubblico è fatto di concorrenza, di crescita, di governance, di trasparenza, mai di decadenza o di declino. Le passioni tristi soggiacenti alla lingua dei numeri della nostra epoca non appaiono sotto nessuna luce. L'economia dell'odio coltiva il silenzio e il buio e, là dove riesce, per Deneault, a imporre la sua legge, allora censura psichica, autodafè legalizzato e ottundimento attraverso l'abbondanza sono d'obbligo. Riportare alla luce ciò che essa rimuove è il compito del pensiero critico, di cui questo libro costituisce uno degli esempi migliori.

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