Non finirò di scrivere sul mare

Non finirò di scrivere sul mare - Giuseppe Conte | Jonathanterrington.com

...i, è una promessa mantenuta, un delirio d'amore, il suono di mille violini ... Non finirò di scrivere sul mare - internopoesia.com ... . È la purezza dell'incontro tra l'Uomo e il mistero della Natura. Il viaggio di conoscenza mentre si percepisce forte il desiderio di ritrovare l'ancestrale bisogno di concedersi, offrirsi. da Non finirò di scrivere sul mare ... Mare, non ti siamo mai lontani perché sei in noi dalle origini perché sei tu che ci generi e siamo fatti della stessa sostanza e sottoposti alle stesse leggi astrali. Tu sei in noi, perpetuamente nel cranio, nel torace, nelle mani, Con le q ... Giuseppe Conte, "Non finirò di scrivere sul mare" - Poesia ... ... . Tu sei in noi, perpetuamente nel cranio, nel torace, nelle mani, Con le quattro capriole di vapore acqueo dei termosifoni, fedele alle note editoriali di copertina ("Non finirò di scrivere sul mare", Mondadori, Milano, 2019, 144 pagg. 18 euro), oggi ho ritrovato "in questo libro, come è sempre più raro che accada, l'ampio respiro di una poesia che riesce a oltrepassare i limiti inevitabilmente angusti dell'io, per muoversi in una ben più ampia ... Giuseppe Conte: Non finirò di scrivere sul mare April 01, 2010 Share Inaugurazione 14 aprile ore 17Mostra di Federico Anselmi realizzata con numerose grandi vele di antichi vascelli dipinte da Anselmi su temi mariniLe vele dismes...

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Giuseppe Conte
DIMENSIONE
5,78 MB
NOME DEL FILE
Non finirò di scrivere sul mare.pdf

DESCRIZIONE

Si ritrova in questo libro, come è sempre più raro che accada, l'ampio respiro di una poesia che riesce a oltrepassare i limiti inevitabilmente angusti dell'io, per muoversi in una ben più ampia libertà di canto. Giuseppe Conte realizza un vero e proprio poema sul mare, nel suo perenne, inesorabile mutare e ricominciare: «La mer, la mer, toujours recommencée!» scriveva Paul Valéry; e nei capitoli di questo sorprendente libro, pur nell'estrema varietà degli scenari, domina la centralità assoluta del mare nella sua immensa energia reale e simbolica, negli impulsi che sa offrire a un'alta o profonda riflessione lirica. Il mare che inquadra, nella sua dinamica bellezza, il senso dell'esistere, che nel suo essere e nel suo moto, splendidamente anarchico, appare come un testimone impareggiabile. E lo è nei suoi colori stagionali, nei vari luoghi in cui il poeta stesso, dalla propria terra di nascita ai diversi porti delle sue esplorazioni, può contemplarne la meraviglia. Epico e quotidiano, il mare è come «la musica di ciò che accade» ed è una presenza totale e misteriosa nel passaggio di figure anonime, come nella vicenda del poeta che ne ammira e vorrebbe imitarne il movimento e ne resta ammaliato come da una divinità: «Mare la tua misura è l'infinito/ e l'abisso, l'alto e il basso». Giuseppe Conte ha il merito di farsi e farci coinvolgere da una realtà a tutto campo, dove la vastità del mare trova eco nelle innumerevoli presenze vitali del circostante paesaggio, tra il veloce andare ridente dei bambini e lo zampettare dei passeri, che si tratti della Riviera Ligure o della baia di San Francisco. Quello che conta, ci suggerisce il poeta, è farsi catturare e assorbire dall'incessante rigenerarsi del mondo, di cui il mare è il più nobile e generoso emblema.

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