La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar

La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar - Daniel Beer | Jonathanterrington.com

....it! Pubblicato da Mondadori, collana Le scie, rilegato, data pubblicazione settembre 2017, 9788804681854 ... La casa dei morti. La Siberia sotto gli Zar di Daniel Beer ... ... . La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar è un libro scritto da Daniel Beer pubblicato da Mondadori nella collana Le scie La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar: La Siberia, la sterminata regione asiatica che a partire dal XVI secolo è diventata parte integrante prima dell'impero zarista, poi dell'Unione Sovietica e, oggi, della Federazione Russa, si è guadagnata la sua sinistra fama di luogo di dolore e di morte nell'Ottocento, dopo la sua trasformazione in meta di deportazione ed esilio per criminali ... La Siberia sotto gli zar» Tipo Libro Titolo La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar Autore Beer ... La casa dei morti. La Siberia sotto gli Zar di Daniel Beer ... ... ... La Siberia sotto gli zar» Tipo Libro Titolo La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar Autore Beer Daniel Editore Mondadori EAN 9788804681854 Pagine 459 Data settembre 2017 Collana Le scie Compra Libro La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar di Daniel Beer edito da Mondadori nella collana Le scie su Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore Dopo aver letto il libro La casa dei morti.La Siberia sotto gli zar di Beer Daniel ti invitiamo a lasciarci una Recensione qui sotto: sarà utile agli utenti che non abbiano ancora letto questo libro e che vogliano avere delle opinioni altrui. L'opinione su di un libro è molto soggettiva e per questo leggere eventuali recensioni negative non ci dovrà frenare dall'acquisto, anzi dovrà ... La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar Daniel Beer Arnoldo Mondadori Ed...

INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Daniel Beer
DIMENSIONE
5,25 MB
NOME DEL FILE
La casa dei morti. La Siberia sotto gli zar.pdf

DESCRIZIONE

La Siberia, la sterminata regione asiatica che a partire dal XVI secolo è diventata parte integrante prima dell'impero zarista, poi dell'Unione Sovietica e, oggi, della Federazione Russa, si è guadagnata la sua sinistra fama di luogo di dolore e di morte nell'Ottocento, dopo la sua trasformazione in meta di deportazione ed esilio per criminali comuni e oppositori politici, e nel Novecento, in quanto desolata e gelida scena del crimine del Gulag "rosso". Alla luce di un'imponente mole documentaria, attinta a fonti poco note o inedite, e avendo come modelli narrativi il Dostoevskij di "Memorie di una casa morta" e il Cechov di "L'isola di Sachalin" , Daniel Beer traccia una storia della Siberia come terra di contenimento e reclusione che ha i tratti di una discesa agli inferi, dove a suggestive descrizioni di paesaggi e preziose notazioni antropologiche si alternano potenti scorci socio-politici e racconti di vite eroiche e miserabili, di episodi di sublime virtù e di sordida abiezione. Fulcro dell'analisi è il progressivo disfacimento di un sistema penale basato sull'esilio e il lavoro forzato, e minato dall'insanabile contraddizione tra le esigenze di una colonizzazione che avrebbe potuto, specie con le scoperte e gli strumenti della modernità, sfruttare al meglio le enormi ricchezze naturali della regione e quelle, opposte, di un sempre più traballante regime carcerario esposto a evasioni, ribellioni, suicidi collettivi e, soprattutto, all'esecrazione interna e internazionale nei riguardi di pratiche vessatorie come i micidiali trasferimenti a piedi e in catene e la fustigazione. Nel caotico avvicendarsi di innumerevoli percorsi individuali e legami familiari distrutti da condizioni di reclusione degradanti, Beer individua un filo rosso che lega i nobili e raffinati "decabristi" russi che per primi si ribellarono all'autocrazia nel 1823, i patrioti polacchi deportati da quella che era una provincia dell'impero dopo le insurrezioni indipendentiste del 1830 e 1863, e i circoli terroristici social-rivoluzionari, anarchici e marxisti della seconda metà dell'ottocento e dei primi due decenni del novecento. I loro adepti popolarono galere, fabbriche, miniere e luoghi d'insediamento coatto dello sconfinato subcontinente siberiano e propiziarono, con il "contagio" delle loro idee, debolmente contrastato da alti funzionari locali corrivi o impauriti, la fatale svolta del 1917, nel marasma di un potere centrale falcidiato da centinaia di assassinii politici. E così, dopo le rituali celebrazioni di vittime e martiri dello zarismo, tutti ascritti d'ufficio alla propria causa, il nuovo regime comunista iniziò a ricostituire in Siberia - ampliandola - quella "prigione a cielo aperto" a cui sembra condannata, a dispetto della grandiosa bellezza e dei tesori che nasconde in grembo, da un tragico quanto imperscrutabile destino.

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